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mercoledì 20 settembre 2017

Non sono una Supermamma!

Sì, ho un impiego a tempo pieno e quando non sono al lavoro riesco a dividermi al meglio (al meglio per me) tra casa, marito e figlio.
E sì, trovo anche il tempo di farmi la pulizia del viso, la ceretta e la piega ai capelli.
E sì, quando esco di casa riesco a sistemarmi le sopracciglia, a mettermi il correttore e un velo di blush.
Ma non sono una super mamma, non voglio esserlo e non mi sento né superiore né inferiore a nessuno.
E no, non si tratta di competizione.
E sì, mio figlio si sporca come tutti i bambini, salta sul letto e sul divano e quando gioca sparge giochi ovunque.
E sì, non ci crederete ma litigo anche con mio marito.
E no, non sono infallibile, ho anche io le mie debolezze e i miei momenti dove vedo tutto nero, urlo, piango, mi lamento e dico che avrei bisogno di una giornata di 48 ore.
 
Ma poi tutto passa.

giovedì 7 settembre 2017

Lettone sì o lettone no?

Quando aspettavo Leo c'era una cosa che ripetevo spesso, sia a me stessa che agli altri "Mio figlio non dormirà mai nel lettone". Poi succede che diventi mamma. E tutto cambia. E i buoni propositi fanno un bel volo dalla finestra, con tanto di tonfo finale. Tra tutti i consigli, richiesti e non, che mi sono stati dati prima e dopo il parto uno in particolare mi ha colpito e più o meno recitava così "Luana, fai quello che ti fa stare meglio, non pensare a cosa è giusto e a cosa è sbagliato.. a volte si chiama sopravvivenza".
Fino ai dodici mesi circa, Leo ha sempre dormito nel suo lettino, in camera con noi. Quando si svegliava la notte, per mangiare, bere o per qualsiasi altro motivo, lo facevo riaddormentare e poi lo rimettevo a nanna. E così per una, due, tre, quattro volte a notte. Fino a quando non ce l'ho fatta più, sia fisicamente che psicologicamente. Quando era piccino e si svegliava la notte per mangiare, lo allattavo, gli facevo fare il ruttino, lo riaddormentavo e lo rimettevo nella sua culla. Dai dodici mesi fino a qualche tempo fa invece, dopo averlo fatto dormire, lo sistemavo nel suo lettino dove restava fino alle 2.00 del mattino, quando puntualmente si svegliava per venire a dormire con noi.
E adesso?

venerdì 25 agosto 2017

Le nostre vacanze in Sardegna

Ormai siamo rientrati alla base da una decina di giorni.
E’ stata una vacanza stupenda, noi tre insieme in un paradiso per due settimane.

venerdì 14 luglio 2017

Pensieri confusi - Semplicemente Luana

Quando ho deciso di aprire un blog l’ho fatto soprattutto per dar sfogo ai mille pensieri che girano e rigirano nella mia testa.
Ogni volta va a finire però che i post personali rimangono in bozze.
È così da aprile.
Ma in fondo è così da sempre.
E’ difficile cercare di capirmi, permetto a poche persone di leggermi dentro.
E sbaglio lo so, eccome se lo so.
Fin da quando ho scoperto di aspettare Leo ho iniziato a sperare che tra tutti i lati del mio carattere non prendesse da me proprio questo.
Ma poi la vita va come deve andare e non sempre ci accontenta.
E ogni volta che guardo Leo, ogni volta che guardo le sue espressioni corrucciate, mi tornano in mente tutte le volte che da piccola le persone mi chiedevano se fossi arrabbiata.
Spesso accade ancora oggi.
Probabilmente tutti se lo chiedono ma ovviamente viene più semplice porre determinate domande a un bambino piuttosto che ad un adulto.
No, non lo ero e non lo sono!
No, non ero infelice e non lo sono!
No, non ero triste e non lo sono!
E no non ce l’avevo e non ce l’ho con il mondo intero!

lunedì 3 luglio 2017

In vacanza con un bimbo di 8 mesi!!

L’anno scorso ad agosto essendo appena rientrata al lavoro dopo la maternità ho preferito non prendere giorni ferie oltre alla settimana di chiusura aziendale.
Leo non aveva ancora compiuto 8 mesi e quindi abbiamo preferito spostarci in macchina e raggiungere una meta non troppo lontana da casa.
Come località abbiamo optato per Milano Marittima, spiagge attrezzate, buon cibo, passeggiate serali e, perché no, un po’ di movimento in giro.
Per prenotare l’Hotel mi sono affidata al web, di seguito tutto ciò che l’anno scorso è stato per me importante per quanto riguarda la scelta di una struttura alberghiera:
  • Con Leo avevo iniziato la svezzamento da un paio di mesi: per colazione e per merenda prendeva ancora il mio latte (faceva anche il pasto notturno) mentre per i pasti avevo introdotto carne, formaggio, prosciutto cotto e da poco il pesce. A metà mattina yogurt, frutta fresca o merende in omogenizzato che mi sarei comunque portata da casa. Cercavo quindi un Hotel che preparasse come base per le sue pappe un buon brodo vegetale e un passato di verdure senza sale. Da casa oltre alle merende avrei portato anche la sua pastina e i suoi cereali in polvere.
  • Poca distanza dal mare
  • Poca distanza dal centro paese 

mercoledì 17 maggio 2017

Come ci siamo organizzati in casa dopo il mio rientro al lavoro?

Quando sono rientrata al lavoro dopo la maternità, io e mio marito abbiamo dovuto rivedere le nostre abitudini in tema di organizzazione della casa e della nostra quotidianità. Non sopporto la disorganizzazione in generale, per carattere non potrei mai affrontare le mie giornate così come vengono e dopo la nascita di Leo ancora di più: l’avere un bimbo piccolo e un lavoro full time implica inevitabilmente, per quanto mi riguarda, essere organizzati sotto molti aspetti.

Spesa e pasti.
E’ finito il tempo impiegato a girovagare tra le corsie del supermercato pensando alle pietanze da preparare per pranzo o per cena. Adesso la spesa è online, il ritiro è fissato nel weekend e per i pasti decidiamo in anticipo il menù di tutta una settimana. Scorte di frutta, verdura e pesce almeno per una settimana. La carne la compriamo una volta al mese nel punto vendita di un’azienda agricola della nostra zona. Per quando riguarda i pasti di Leo ho un bel po’ di cose in congelatore: monoporzioni di ragù, di verdure passate singolarmente che utilizzo per condire la sua pasta, di passato di verdure miste. La mattina mi sveglio un po' prima e organizzo il suo pranzo e la sua merenda da portare da mia suocera mentre la sera arrivo a casa che mio marito ha già almeno cotto la sua pasta, pronta per essere condita. Se invece mangia con noi entro in casa che la cena è quasi pronta, anticipiamo noi un pochino il nostro orario.
In settimana è mio marito che si occupa della preparazione dei pasti serali, arrivando a casa un bel po’ prima di me.

mercoledì 10 maggio 2017

L'alimentazione di Leonardo - Da docici mesi ad oggi

Dopo l’anno per quanto riguarda l’alimentazione di Leonardo ci sono stati dei piccoli ma grandi cambiamenti.
I due pasti principali, pranzo e cena, comprendono sempre (come già trattato nel post L'alimentazione di Leonardo - Da zero a dodici mesi), un cereale, una o più verdure e un ingrediente a rotazione tra carne (1-2 volte a settimana), pesce (2-3 volte), formaggio (2-3 volte), legumi (3-4 volte), prosciutto cotto (1-2 volte), uovo (1 volta).
Ad oggi che ha quasi 17 mesi prediligo ancora il piatto unico nonostante capiti qualche volta che io gli proponga un secondo piatto con verdure e un pezzetto di pane.
Spesso condivide la cena con noi anche se non gli faccio ancora mangiare di tutto. Ai nostri piatti aggiungo o tolgo quindi qualcosa, a seconda dei casi.
Durante il periodo invernale gli preparavo pasta o riso per pranzo mentre pastina con passato di verdure più  formaggio o legumi per cena ma adesso che fa più caldo quest'ultimo non lo mangia più molto volentieri. Cerco comunque di farglielo mangiare almeno una volta a settimana. Come pastina continuo ad usare quella Alce Nero di cui ho parlato nel post precedente, come pasta uso quella della linea Zerotre di Rustichella d’Abruzzo mentre come riso uso un riso classico che mangiamo anche noi.
Tra le cose che condivide con noi ci sono i risotti, le zuppe, le minestre e le vellutate che prepariamo con il Bimby: niente burro, poco olio, niente soffritti e grassi. Adora la zuppa di pesce con patate e porri, le minestre con qualsiasi tipo di cereale, bulgur, quinoa, miglio, cous cous, per non parlare dei risotti.. Leo è davvero una buona forchetta!!

martedì 25 aprile 2017

L'alimentazione di Leonardo - Da zero a dodici mesi

Durante la settimana trascorsa in ospedale nel reparto neonatologia ho potuto attaccare Leo al seno poche volte, era così piccino e mangiava così poco che faceva davvero fatica, il più delle volte non ciucciava neanche e si addormentava. Ho trascorso quindi sette giorni alle prese con il tiralatte. Arrivati a casa, in tutta tranquillità, abbiamo passato una decina di giorni alternando il seno al latte artificiale fino a quando con impegno, costanza e tanto amore siamo riusciti ad abbandonare completamente quest’ultimo e il mio flusso si è regolarizzato in base alla richiesta di Leo. Così siamo andati avanti fino ai suoi dieci mesi. Leonardo è sempre stato molto preciso e puntuale, per i pasti aveva i suoi orari fissi: ha iniziato con otto in 24ore (fino al raggiungimento dei 3kg dovevo svegliarlo ogni tre ore) ed è passato da solo prima a sette poi a sei al giorno.
Compiuti sei mesi e dieci giorni io sono rientrata al lavoro, fino al compimento del suo primo anno di vita sei ore e mezza, poi otto.
A cinque mesi in accordo con la pediatra ho deciso di cominciare con lo svezzamento, con l’introduzione della pappa a pranzo.
Ho preferito iniziare a dargliela io piuttosto che aspettare i suoi sei mesi e fargliela dare dalla nonna; non perché non mi fidassi ma perché volevo essere appunto io ad affrontare insieme a lui questo grande passo, con tutta la calma possibile.
Lo ammetto, con lo svezzamento sono stata davvero fortunata: Leo non ha mai rifiutato una pappa, ha sempre mangiato più che volentieri tutto ciò che gli proponevo, lasciando il piatto sempre vuoto!
Per l’inserimento dei diversi ingredienti ho seguito i consigli della pediatra e il mio intuito di mamma, mi sono informata e documentata e ad oggi, sono contenta di come mi sono mossa; certo qualche cosa magari la modificherei ma, con il senno di poi siamo bravi tutti.
La prima pappa di Leo prevedeva: brodo, passato di verdura, carne (prima liofilizzata poi omogeneizzata), crema di mais e tapioca o crema di riso, olio, parmigiano. Nel giro di dieci giorni, aggiungendo gradatamente i vari ingredienti Leo mangiava la sua pappa completa. Dopo il pasto gli proponevo un po’ di frutta, mela o pera.
A sei mesi abbondanti abbiamo introdotto la cena: stessa base del pranzo ma al posto della carne il formaggio. In questo caso non ho mai comprato gli omogeneizzati. Leo mangiava ricotta, robiola e crescenza. Abbiamo anche incrementato la gamma delle creme: crema di farro, miglio, avena e semolino di grano. A mela e pera abbiamo aggiunto nuova frutta e abbiamo iniziato anche con la pastina: dopo una breve fase in cui Leo odiava i granellini abbiamo iniziato ad amare anche questa.
A sette mesi abbiamo provato il prosciutto cotto. Anche in questo caso prodotto fresco, Gran Biscotto o Ferrarini.
A otto mesi il pesce e il pomodoro. Per quanto riguarda il pesce all’inizio faceva un po’ fatica con quello fresco. Abbiamo provato per un breve lasso di tempo con gli omogeneizzati, per poi abbandonarli dopo un mesetto.
A nove mesi i legumi. I legumi li ha sempre letteralmente adorati.
A dieci mesi il tuorlo dell’uovo.
A undici mesi l’albume. In questo periodo ho iniziato a dare a Leo la carne fresca, pollo, tacchino, vitello e manzo. La carne bianca la facevo bollire in brodo e poi gliela frullavo. Con la carne rossa preparavo invece un simil ragù, ovviamente senza grassi, senza soffritto. Un trito di verdure, carne e pomodoro.
A undici mesi e mezzo ho iniziato con la pasta per bambini. Devo ammettere che con questa ho avuto IO qualche difficoltà, avevo una tremenda paura che si potesse strozzare. Mi sono però subito resa conto che la paura era solo mia e che Leo era bravissimo.
 
Per quanto riguarda le crème, le pastine e gli omogeneizzati ho sempre amato i prodotti Hipp e Alce nero.






Fino a quando sono rimasta a casa dal lavoro Leo ha sempre preso il mio latte al mattino appena sveglio, a metà mattinata, al pomeriggio e la notte.
Una volta rientrata al lavoro non riuscivo ovviamente ad allattarlo a metà mattinata: faceva un piccolo spuntino con un po’ di frutta (alternavo omogeneizzati a frutta fresca).
Quando non riuscivo ad allattarlo al pomeriggio per merenda (capitava che magari lui aveva fame prima o io tardavo per qualche motivo) mangiava uno yogurt bianco intero con frutta fresca e a volte un biscotto Plasmon. Verso gli otto mesi ha iniziato a non volere più il seno per merenda; iniziava a restare attaccato ormai solo pochi minuti, sicuramente il flusso stava anche diminuendo.
Verso i nove mesi c’è stato un grande cambiamento: Leo ha cominciato a svegliarsi tantissime volte la notte, a non voler più dormire nel suo lettino, cercava il seno, non tanto per fame ma per coccola, due minuti e si addormentava. Aveva bisogno del contatto con la sua mamma. L’ho assecondato per un po’, lo ammetto, fino a quando fisicamente non ce l’ho più fatta. Passavo le notti senza dormire e al mattino ero uno straccio. E anche lui era ormai sempre più nervoso, il sonno continuamente interrotto non era di certo un bene, anzi. Stava anche iniziando a posticipare sempre più l’orario del suo risveglio e sempre più spesso non riuscivo ad allattarlo neanche per colazione. Ormai di latte ne avevo ben poco, non riuscivo più a capire quanto ne bevesse. A dieci mesi compiuti siamo passati al latte artificiale. Senza nessun problema, Leo non ha più cercato il seno. Se per lui è stato semplice, per me non lo è stato affatto, lo ammetto; l’ultima volta la ricordo ancora, l’ho fatto tra le lacrime. Quando si svegliava la notte lo tenevo stretto a me, coccolandolo e cullandolo, proponendogli un po’ di acqua o camomilla e lui piano piano si addormentava. Fino a quando ha smesso di svegliarsi tante volte. Oggi che ha sedici mesi, si sveglia al massimo una volta, a volte nemmeno una. Passati all’artificiale Leo ha posticipato l’orario della colazione, aggiungendo i biscotti al latte abbiamo eliminato lo spuntino di metà mattinata e anticipato un pochino l’orario del pranzo.
 
Ho sempre cercato di alternare sia i cereali, sia la verdura, sia la frutta, sia tutti gli altri ingredienti.
Una volta introdotto tutto, Leo mangiava ogni settimana 1-2 volte la carne, 2-3 volte il pesce, 2-3 volte il formaggio, 3-4 volte i legumi, 1-2 volte il prosciutto cotto, 1 volta l’uovo: tutto sempre in abbinamento ad un cereale e ad una verdura, sia per pranzo sia per cena. Frutta dopo pranzo e a merenda.
Ho sempre cercato di non farlo pasticciare fuori pasto, niente sale fino all’anno, niente succhi di frutta, niente zucchero, niente miele.
Fino a dodici mesi gli ho fatto assaggiare le nostre cose ben poche volte e anche adesso che ha iniziato a condividere gran parte dei pasti con noi, non gli faccio mangiare tutto.
L’anno scorso in estate gli ho dato un paio di volte il gelato, in vacanza, ma il suo primo vero dolce è stato un assaggio della torta del suo primo compleanno!!
Sono molto rigida riguardo la sua alimentazione ma credo che per le grandi abbuffate abbia tutta una vita davanti!

mercoledì 19 aprile 2017

Due chili di amore - E' nato Leonardo

20.
Dicembre.
2015.
Domenica.
5 giorni a Natale.
35 settimane appena terminate.
È mattina presto e io mi sveglio con dei fastidiosi dolorini.
Non fanno male, sono solo fastidiosi.
Contrazioni preparatorie, niente di preoccupante, dicono.. già, dicono.
Un giretto in macchina, un salto alla casa nuova, decorazioni e lucine di Natale ormai ovunque.
Un pranzo leggero e poi un riposino pomeridiano.
Ormai è da un mese che non faccio altro che riposare.
Bastano pochi passi per farmi gonfiare piedi e gambe.
Un leggero sforzo e mi sale la pressione, la controllo ogni tre ore, forse due; devo anche trascrivere tutte le misurazioni.
Il pensiero costante che tu sei piccino, il peso stimato è di due chili scarsi, ormai i controlli li faccio ogni settimana.
Non riesco a riposare bene, i fastidiosi dolorini aumentano di intensità e il tempo tra uno e l’altro diminuisce sempre più.
Verso le 18.00, tutto ad un tratto, decido di farmi una doccia.
Ho sempre avuto il pensiero fisso di cercare di presentarmi in ospedale, il giorno del parto, con la doccia appena fatta e con i capelli appena lavati e phonati.
Con il senno di poi avevo già perfettamente realizzato cosa stava per accadere; in quel momento invece sembrava tutto così confuso. 
Ma i capelli li hai lavati ieri.
Non importa. Li voglio rilavare. Non ho voglia di essere contraddetta, per favore.  
Doccia, phon, pigiama.
Chiamo mia mamma.
Perche lascia le frasi in sospeso? Non la capisco, cosa vuol dire? Attacco.
Questi dolorini iniziano a fare davvero male e adesso so che hanno il loro nome ben preciso: contrazioni.
Una ogni cinque, quattro, forse tre minuti. Non lo so, il tempo sembra essere così "fuori tempo" adesso.
Inizio ad aggrapparmi ovunque con le mani e a piegarmi sulle ginocchia; ne sta arrivando un’altra, non voglio.
Lui mi guarda senza dire una parola, non sa bene come muoversi e rendersi utile.
Non voglio, è piccolo, manca un mese.
Richiama mia mamma.
Mamma sto andando in ospedale.
Lancio il telefono sul divano, eccone un’altra. Fa male.
Prendi la borsa.
Tra una contrazione e l’altra tolgo il pigiama e infilo i leggings.
Tieni su il pigiama.
No.
Del tragitto casa-ospedale ricordo solo di aver tenuto gli occhi chiusi, di aver urlato, la velocità della macchina, i sorpassi, il suono della cintura non allacciata.
Non metterla se ti da fastidio.
No, la metto, è più fastidioso il suono che tenere la cintura.
Scendiamo dalla macchina, chiamiamo l’ascensore; voglio solo premere su quel pulsante rosso e mettermi nelle mani di qualcuno.
Signora, le attacchiamo il monitoraggio.
No, non voglio, vi prego, non serve.
Credevo di saperne più io di loro.
Me lo attaccano.  Lo staccano poco dopo.
Venga, la visitiamo.
Lei è già dilatata di quattro centimetri.
Prendono la cartelletta con tutti i documenti della gravidanza, fogli che sembrano volare, pagine che sembrano sfogliarsi da sole, firme a casaccio.
Sono circa le 21.00. Entriamo in sala parto.
Respira Luana, respira. Fallo per Leonardo.
Sembra facile.
Movimenti intorno, parole confuse, i miei occhi quasi sempre chiusi.
Signora, non si spaventi, adesso arriveranno un po’ di persone, è piccolino.. neonatologo.. pediatra.. culletta..
Sono tutto tranne che spaventata.
Sento che devo spingere.
E allora spingiamo!
Non so quante ce ne siano volute, non tantissime, so solo che ad un certo punto ho deciso che “quella spinta” sarebbe stata l’ultima.
Mi sono aggrappata a quelle due maniglie con tutta la forza che mi era rimasta, ho “spinto quella valigia immaginaria” così come mi aveva suggerito di fare l’ostetrica e..

Quadretto nascita La zucca Bianca

Ti ho visto per 5 secondi, il tempo di un bacino sulla fronte, i tuoi occhi nei miei e ti hanno portato via.
Ho chiesto al tuo papà se fossi stata brava. Bravissima, mi ha risposto.
Ti ho rivisto la mattina dopo, eri stupendo, ti hanno preso dalla culletta termica e ti hanno sistemato tra le mie braccia.
Avevi un profumo delizioso. Non sapevo come tenerti.
Siamo stati così per più di due ore, io e te.
Nel pomeriggio hanno provato a darti un pochino di latte ma, amore mio, non riuscivi a trattenerlo.
E poi quel discorso. Io, papà e la neonatologa.
Una fitta al cuore.
Dobbiamo portarlo giù, in neonatologia.
Tre giorni con quella piccola flebo di glucosio attaccata, così piccolo ma già così forte.
Abbiamo passato una settimana in ospedale, io e il tuo papà facevamo su e giù in continuazione.
Eravamo stanchissimi ma allo stesso tempo averti con noi ci riempiva il cuore di gioia.
Il più bel regalo del Natale 2015, sei stato tu.
Il 27 dicembre di abbiamo portato a casa.
Oggi hai 16 mesi, hai recuperato nel migliore dei modi, sei forte e sano, sei bellissimo, sei un coccolone, sei solare, vivace e testardo, sei la nostra vita, sei il nostro ricciolino.
Ti amiamo immensamente, mamma e papà.

venerdì 14 aprile 2017

Una nuova avventura

Luana, 31 anni, Varese.
Sposata con Antonio dal 17 settembre 2016 e mamma di una splendida piccola peste di 16 mesi, Leonardo.
Una laurea in Relazioni Pubbliche e Pubblicità e un impiego a tempo pieno presso il reparto amministrativo di una grande azienda di moda.
Più di 24 ore per cercare di dare a questa nuova avventura un nome che mi rappresentasse nel migliore dei modi: scatola, cassetto, finestra, cantuccio, briciole, soffitta, parole; io che non ho mai avuto difficoltà a mettere nero su bianco i miei pensieri ma che ad assegnare un titolo a qualcosa non sono mai stata tanto brava.
Una scatola di parole
Un progetto che sa di mamma, di moglie, di donna, un progetto che sa di vita.
Niente di speciale, mi mancava scrivere.
Parecchie le idee, svariati gli argomenti che ho intenzione di trattare, appuntamenti settimanali e mensili che riempiranno pian piano la mia agenda e che cercheranno di fare ordine tra i tanti pensieri che ultimamente mi passano per la mente.

Si parte!!
..stay tuned..

Svezzamento tradizionale oppure autosvezzamento?

  Come tre anni fa con Leonardo non ho avuto grossi dubbi sulla strada da intraprendere con Ginevra: svezzamento tradizionale "c...